La festa di mezza estate e le erbe di San Giovanni

Nell'antica tradizione italiana legata alla terra e alla raccolta delle erbe, pochi giorni dopo il solstizio d'estate, si celebra la Notte di S. Giovanni, il 24 giugno.

Tale giorno, considerato sacro nelle tradizioni precristiane, ancora oggi viene celebrato dalla religiosità  popolare con una festa di mezza estate, quando nel calendario liturgico della Chiesa latina si ricorda la natività di San Giovanni Battista.

Tutte le leggende legate alla Notte di S. Giovanni si basano su un evento che accade nel cielo ogni anno: il 24 giugno il sole, che ha appena superato il punto del solstizio, comincia a decrescere.


Alla festa di San Giovanni i riti indoeuropei e celtici esaltano i quattro elementi naturali della luce, del fuoco, delle acque, della terra.
Nelle campagne l’attesa del sorgere del sole era propiziata dai falò accesi sulle colline e sui monti e a
ttorno ai fuochi si danzava e si cantava, per scacciare gli spiriti maligni e le tenebre. 
In questa notte magica avvenivano prodigi!

Allo spuntare del sole si sceglievano e raccoglievano mazzi  di erbe per essere benedetti in chiesa dal sacerdote.

Invece la notte che precedeva il 24 giugno legenda vuole che fosse di rito il ritrovo delle streghe sotto i rami di un grande noce. Mentre il giorno di S. Giovanni era il più adatto alla raccolta delle noci ancora immature per preparare il nocino.

Secondo la tradizione erboristica molte sono le erbe solstiziali, erbe benefiche e medicine medievali per curare il corpo ed evitare il malocchio, per proteggere la casa e gli animali.

Le erbe raccolte in questa notte - appunto le erbe di S. Giovanni - si dice abbiano un potere particolare e tutte le loro proprietà sono esaltate: piante speciali, rarissime in grado di donare a chi le coglie, proprio nella notte del santo, chiaroveggenza e invisibilità.

Ma le più ricercate, secondo la credenza popolare, sono da sempre le piante della buona salute, erbe in grado di donare forza e benessere a chi le assume. 
Con alcune di queste erbe viene fatta un’acqua portentosa, che una volta benedetta da un prete, sarebbe di buon augurio.

Le erbe che tradizionalmente si raccolgono nella notte di S. Giovanni sono: l’iperico, l’artemisia, la verbena, il ribes rosso, il vischio, il sambuco, la mentuccia, l’aglio, la cipolla, la lavanda, il biancospino, la ruta, il corbezzolo e il rosmarino.

Quindi mettete sotto il cuscino un mazzetto di erbe di San Giovanni in numero di nove compreso e non fate mancare l’iperico!

 


Se nel giorno di San Giovanni comprate dell’aglio avrete un anno prospero.

Ci sono anche delle tradizioni culinarie legate a questo giorno.
Mangiare le lumache il 24 giugno serve a distruggere le avversità.

Infine se soffrite di dolori reumatici recatevi il 24 giugno mattina in riva al mare. Il bagno vi preserverà dai dolori.

Ma ecco la nostra erba solstiziale preferita, che in questo giorno non può mancare: l'iperico.

L’iperico (o erba di San Giovanni) è una pianta erbacea dai caratteristici fiori gialli raccolti in corimbi.
Le foglie sono ovali opposte, quelle più alte sono più piccole. Il suo nome botanico è Hypericum perforatum.
Cresce ovunque anche se predilige boschi radi e luminosi, posizioni soleggiate e asciutte come campi abbandonati ed ambienti rurali. 



L’iperico raggiunge la fioritura massima durante il solstizio d’estate e il giorno più propizio per la raccolta è il 24 giugno (notte di San Giovanni) da cui il nome popolare (erba di San Giovanni).

L’acqua di San Giovanni, un’acqua profumatissima con cui era consuetudine lavarsi il 24 giugno. Come si prepara?

In acqua di fonte si lasciano macerare all’aperto 7 piante tra cui l’iperico durante la notte di San Giovanni – a partire dal 23 notte fino all’alba del 24 giugno.  L'acqua si ottiene dalle infiorescenze di iperico e lavanda, foglie di rosmarino, salvia, erba della Madonna (Sedum telephium), artemisia e ruta.

Generalmente in questo periodo si raccolgono i fiori di iperico, lavandaartemisia e malva e fiori e foglie di menta, rosmarino e salvia. Si possono trovare e raccogliere anche i fiordalisi, i papaveri, le rose o la camomilla, in base alle fioriture presenti nel proprio territorio.

Ricordatevi di rispettare la natura durante la raccolta delle erbe, di non raccogliere quantità eccessive di esemplari e di non estirpare le piante alla radice.

Dopo il tramonto, mettete le erbe raccolte in acqua e lasciatele all’esterno per tutta la notte, in modo che possano assorbire la rugiada del mattino.
Le erbe raccoglieranno la rugiada e da essa acquisiranno proprietà magiche.

La mattina del 24 giugno, utilizzate l’acqua di San Giovanni per lavare mani e viso, in una sorta di rituale propiziatorio e di purificazione, che porterà amore, fortuna e salute.

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